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Andrea Aprea
Ristorante a Milano

Corso Venezia 52, Milano

Informazioni su Andrea Aprea | Ristorante Milano



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Informazioni attività

Corso Venezia 52
Milano MI
0238273030
Orari e servizi potrebbero variare

Orari di apertura

Apre alle 19:30
Lunedì
Chiuso
Martedì
19:30 - 22:00
Mercoledì
19:30 - 22:00
Giovedì
19:30 - 22:00
Venerdì
19:30 - 22:00
Sabato
12:30 - 14:00 | 19:30 - 22:00
Domenica
Chiuso

Servizi e Caratteristiche

Mappa

Domande Frequenti su Andrea Aprea

  • Dove si trova ?
    Andrea Aprea si trova in Corso Venezia 52, Milano MI
  • Come si raggiunge ?
    Puoi raggiungere Corso Venezia 52 Milano utilizzando la mappa e le indicazioni stradali fornite da TuttaMilano. La latitudine e longitudine del puntatore su mappa sono: 45.473318700, 9.204331000
  • Quali sono gli orari di apertura ?
    • Andrea Aprea apre di Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì alle ore 19:30
    • Apre di Sabato alle ore 12:30
    • Chiuso di Lunedì, Domenica

    Per ulteriori dettagli guarda tutti gli orari di apertura.
  • Qual è il numero di telefono ?
    Puoi contattare Andrea Aprea chiamando il numero di telefono 0238273030.
  • Che opinione hanno i clienti ?
    Andrea Aprea ha ricevuto 144 recensioni con una valutazione media di 4,5 su 5 stelle. Per saperne di più leggi le recensioni.
4,5/5
Media di valutazione Basato su 144 recensioni

Recensioni di Andrea Aprea

L'opinione dei clienti su questa attività.
ALTRE INFORMAZIONI
1 mese fa su Google

Ambiente sobrio ed elegante. Ottima accoglienza, servizio in sala attento. Cucina di altissimo livello, alcuni piatti davvero unici e speciali.

1 mese fa su Google

Ristorante straordinario, con una cura del dettaglio dall’ingresso al locale fino al caffè. Abbiamo scelto il menù “signature” di circa 8 portate che potete ammirare nelle fotografie, con delle salse ristrette come trai d’union tra i piatti. Unica pecca il dolce, che purtroppo non mi ha entusiasmato. Prezzi quelli che uno si aspetterebbe da un ristorante con 2 stelle Michelin (circa 250€/menu) e vini con prezzi non eccessivamente gonfiati. 4 stelle per il servizio eccellente ma un po’ troppo ampolloso per i miei gusti, a tratti grottesco.

2 mesi fa su Google

Posto chic, adattobper aperitivi.

2 mesi fa su Google

Servizio impeccabile. Piatti di qualità e creatività molto disomogenee, salse ripetitive e spesso eccessivamente salate. Un sommelier appassionato, ma il prezzo dell'abbinamento vini suggeriva vini di qualità superiore a quella effettivamente offerta. Al di sotto di quanto ci si aspetterebbe da un ristorante con 2 stelle Michelin.

3 mesi fa su Google

La location è sicuramente d’impatto. Il ristorante si trova all’interno di un bellissimo palazzo storico di Milano recentemente ristrutturato, dove al piano terra c’è un museo e il bistrot gestito da Aprea. Prima di salire al ristorante ci è capitata una cosa piuttosto strana: siamo arrivati circa 20 minuti prima rispetto alla prenotazione e, anziché farci salire, ci hanno chiesto di attendere al bistrot l’orario esatto. Non ne abbiamo capito il motivo: il tavolo era, immaginiamo, pronto, e su al ristorante c’era anche un salottino dove avremmo potuto bere l’aperitivo che poi abbiamo preso al tavolo. Quindi non abbiamo compreso questa gestione. Il servizio è stato molto attento, professionale, sorridente e propositivo nel suggerire due piatti in sostituzione a quelli presenti nel menu scelto perché mia moglie è allergica alla mela, presente nel primo antipasto, e non gradiva il piccione. Entrambi i piatti sono stati sostituiti in accordo con noi per non cambiarne la struttura (nel caso dell’antipasto nato e pensato per la mela). Questa gestione ci è piaciuta davvero molto. L’aperitivo, nella parte di stuzzicheria, richiamava i sapori della Milano degli anni ’80, la Milano da bere, riprodotta nelle preparazioni da accompagnare ai due calici di Bellavista Riserva Vittorio Moretti 2018. Per la cena abbiamo scelto il menù degustazione Signature, che raccoglie i piatti iconici dello chef Aprea. Dopo una serie di fantastiche amouse bouche (ma un menù solo di amouse bouche nessuno l’ha ancora pensato??), siamo partiti con il percorso. Il primo antipasto era composto da un sottilissimo carpaccio di petto d’anatra con un cubetto di mela e uno di scampo. Piatto completato da pan dolce abbinato al fegato della stessa anatra. Partenza davvero interessante, equilibrata sì, ma con personalità. Si passa poi a una preparazione fantastica: la seppia alla diavola, grigliata, su patate al rafano e completata con una riduzione di pollo alla diavola. Anche qui la spinta nei sapori era eccezionale. Il leitmotiv della nostra esperienza è stato ritrovare sentori e sapori tipici del confort food, ma portati alle stelle per complessità, impiattamento e selezione degli ingredienti. Anche l’ultimo antipasto rientra in questa categoria: una piccola patata avvolta in stagnola edibile su spuma di pecorino e salsa all’amatriciana, una cosa da far uscire di testa, con la salsa tiratissima protagonista. Passiamo ai primi e si parte col botto: il riso sottomarino, iconico, meraviglioso, profumi incredibili, impiattato divinamente e con molluschi che si sciolgono in bocca. Bellissima la spinta e il gioco di consistenze dato dai canditi di limone. Proseguiamo con un tortello ripieno di ricotta di bufala con doppia concentrazione di ragù napoletano. Confort food portato a livello stellato! Questo piatto rappresenta l’essenza della cucina dello chef Andrea Aprea: il ragù era incredibile, densissimo, e l’esplosione della ricotta pura poesia. Arriviamo ai secondi, cominciando col pesce: un eccellente rombo alla mugnaia dove ancora una volta la cremina, soffice e spumosa, con cappero e limone, era la protagonista. Finora la cena è stata accompagnata da un meraviglioso Greco in purezza dei Feudi di San Gregorio, un Cutizzi 2016, che ha retto tutti i piatti. Per il mio piccione chiedo allo chef un abbinamento ad hoc e mi propone una chicca perfetta: un Madera a base Tinta Negra, con un po’ di Tinta Bastarda e Saborinho, freschissimo, annata 2024, solo 10°. Davvero il contrario di ciò che immaginavo per il volatile, ma questa preparazione è unica! Ne ho mangiati diversi, ma questo si distingue: la freschezza data dall’eccellente utilizzo del tarassaco, sia in foglia che in salsa, lo rende memorabile. Coi dolci si conclude la nostra serata, che ci ha pienamente soddisfatti sotto ogni punto di vista.